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Fotografie a cura di:
Lino Cianciotto
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Archeologia.
Il mistero dei nuraghi

Nell'aria purissima di Fonni, fra le nevi dei suoi monti e le sue foreste, giacciono intatti i resti di una civiltà antichissima.

Gli amanti dell'archeologia possono camminare nei sentieri percorsi da  tremila e più anni, osservare le vestigia di mondi lontanissimi, ripercorrere con gli occhi i segni del tempo, seguire le tracce della vita.

Natura e archeologia si fondono nel territorio fonnese in un'armonia perfetta, quasi si rispettassero. Così dolmen, menhir, domus de janas e nuraghi accolgono visitatori da millenni, con la stessa silenziosa maestosità.

La culla dell'era paleosarda
45 nuraghi, di cui 4 a corridoio, 55 domus de janas, 25 tombe dei giganti, 18 villaggi con più di 1000 capanne: reperti che coprono tutta l'epoca megalitica, situati nel territorio fonnese, nelle zone di Santu  Micheli, Urrui, Ovostolai, Nostra Signora del Monte, Tramathunele, Calchinargios, Fìolo, Gariunele, Sedda Oddorai.

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Numerosi sono  i menhir e predas fittas sculture di un'epoca lontana, capaci di evocare tuttora la suggestione e la magia dell'epoca megalitica.

La recente scoperta del sito archeologico di Gremanu ha portato alla luce un insediamento abitativo di 7 ettari risalente all'età del bronzo medio. Fra i ritrovamenti spiccano l'unico acquedotto conosciuto di epoca nuragica e tre templi costruiti con un'architettura finora sconosciuta.